Maria Sole Aliotta

TAGS: Lifeatatlantia

TEMPO DI LETTURA: 3 Minuti

Nome: Maria Sole Aliotta
Squadra: Employer Branding, Capability Acquisition and Development, Diversity and Inclusion
Nickname: sole

Raccontaci il tuo percorso

Ho 22 anni di esperienza nelle Risorse Umane in diversi settori, interpretando il ruolo di people advocate & servant, vestendo spesso la divisa di colleghi operativi per avvicinarmi al business: sono stata cameriera d'albergo, hostess di bordo, tecnico di telecomunicazioni e addetta alle informazioni aeroportuali e ognuna di queste uniformi di servizio mi ha consentito di accompagnare tante vite e scambiare altrettante emozioni. Ho conseguito una laurea e poi un Master in Bocconi, ma gli insegnamenti che ancora vibrano dentro di me, sono quelli che non hanno avuto un prezzo: la mia famiglia, il Cammino di Santiago, il servizio civile internazionale nei Campi di lavoro e agli amici di una vita. Il futuro? Spero che a definirmi siano sempre il sorriso insieme al mio nome.

Che cosa ti dà il tuo lavoro?

La possibilità di conoscere gli esseri umani e poter riuscire a migliorare l’esperienza professionale che ciascuno vive attraverso il mio contributo professionale, sperando che un giorno sia ricordata l’impronta lasciata e non il numero di matricola…

Cosa dai ad Atlantia?

Energia, passione e impegno per trasformare Atlantia in un laboratorio dove sviluppare le nostre capacità e far crescere insieme il professionista e l’essere umano, attraverso il confronto e lo scambio di ogni singolarità, valorizzandone i tratti unici e distintivi.

Cosa rappresenta Atlantia per te?

La finestra da cui osservare come il mondo possa cambiare grazie al nostro contributo e alle nostre scelte, compiute in nome dell’innovazione, sostenibilità e umanità. 
Qual è la sfida più grande che hai affrontato da quando sei in Atlantia?
Entrare in azienda e a causa della pandemia non poter conoscere le persone attraverso il contatto umano e sorriso.

Qual è la sfida più grande che hai affrontato da quando sei in Atlantia?

Sono abituata a guardare i risultati dal traguardo e non dalla partenza, voltandomi indietro e ripercorrendo la strada compiuta e i tanti momenti di vita vissuta con i compagni di viaggio. Per chi come me lavora per le risorse umane, il risultato dovrebbe essere raccontato dalle persone per cui si è lavorato, non dalle buone intenzioni che abbiamo nella testa. Quindi rifacciamo la domanda ai miei colleghi tra un paio d’anni!

Che consiglio daresti a studenti universitari o giovani professionisti orientati a intraprendere una carriera nel tuo settore?

Scrivete il vostro percorso allenando le capacità utili a rialzarvi da passi falsi, errori o sperimentazioni, non le capacità che servono a pianificare come non cadere. Tanto la vita saprà sorprenderci comunque…quindi utilizziamo le energie per provare, allenare, tentare e sperimentare, per imparare a leggere e vivere in un mondo in continua trasformazione.

Dove vedi Atlantia e dove ti vedi tra 5 anni? 

Auguro a me stessa e alla mia azienda di essere tra 5 anni esattamente dove vogliamo essere, nella piena consapevolezza che le scelte compiute, gli sforzi e l’impegno ci hanno portato dove ci siamo permessi di sognare. 

Sentirsi al posto giusto, nel momento giusto e con chi hai scelto come compagni di viaggio è una sensazione appagante. Penso che per l’impegno, le competenze e la passione con cui tutti noi stiamo lavorando, tra 5 anni ci meritiamo di essere al brindisi di completamento e realizzazione della strategia che stiamo scrivendo oggi 

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